Capiamo insieme cosa sono i capricci, da cosa vengono causati e come affrontarli al meglio.
I capricci sono da sempre considerati comportamenti oppositivi, di non obbedienza. In realtà sono molto di più!!! Il capriccio é il pianto disperato al supermercato, le urla irrefrenabili in casa, il non obbedire alle richieste di mamma e papà, il rifiutarsi di fare qualcosa…
Per il bambino il capriccio é l’espressione di un momento di frustrazione, che non riesce ad esprimere in altro modo. Ricordiamo infatti che:
- I capricci si intensificano tra i 2 e i 3 anni, perché il bambino sta diventando più indipendente e vuole sperimentarsi/farsi valere sempre di più, senza rispettare le regole che rappresentano un freno, un limite.
- Il capriccio dunque é affermazione di sé e fa parte della crescita, non é sinonimo di maleducazione.
- A due anni il bambino non ha ancora sviluppato la corteccia prefrontale, adibita all’autoregolazione delle emozioni e questo gli impedisce di saper contenere e gestire grandi emozioni come la rabbia.
- Il bambino a due anni non ha ancora il concetto di temporalità, per questo vorrebbe che i suoi bisogni e le sue richieste venissero soddisfatte nel qui ed ora.
Cosa provare a fare
- Respirare!!! “calmarsi per calmare”. Urlare farà aumentare la frustrazione del vostro bambino, é fondamentale che gli parlate in tono calmo e tranquillo
- Riconoscere e validare l’emozione del bambino “capisco che tu sia tanto arrabbiato perché volevi quel gioco…”
- Offrirgli un’alternativa comportamentale, un modello, per poter gestire e affrontare questa grande emozione “ora piangi e urli perché sei arrabbiato, prova a fare un bel respiro con me e, appena ti sarai calmato, proviamo a capire come fare per farti sentire meno arrabbiato”.